19 giorni e 500 notte, parti 2.

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Sep 11, 2016 21:39
Me ha detto "Buongiorno" e "addio", e la porta ha sonato come un punto interrogativo.
Penso che di questa maniera, coll'oblio, Cupido si vendicava di me.
Non mi scuserò, per che? Lei non mi perdonerà, perché non gli importo più.
Lei sempre ha avuto la fronte tropo alta, la lingua tropo lunga e la gonna troppo piccola.

Mi ha buttato, come si buttano gli scarpe vecchie,
Ha rotto il vetro dei miei occhiale per leggere,
ha preso il suo ritratto dello specchio,
e sono stato così bravo, incrocio nelle vicoli del gioco e il vino
che ieri il portiere mi ha buttato del casino del Torrelodoñes,
Vergogna così grande! Negherei il santo sacramento lo stesso momento
che lei lo domande.

Guarda che io, per non sopraffare con fiori a la vergine Maria,
per non assediarla con la mia antologia di lenzuola fredda e letti vuoti,
per non comprarla con bigiotteria, ne essere il burattino che va in pellegrinaggio
colla fratellanza del eterno rimprovero...
Così la amavo che mi ha presso imparare a dimenticarla
diciannove giorni e cinquecento notte.



(parti 1 qui: http://lang-8.com/403816/journals/197744568936899660731734943896496409548)
Dijo hola y adiós y el portazo sonó como un signo de interrogación.
Sospecho que así se vengaba, a través del olvido, Cupido de mí.
No pido perdón, ¿Para qué? Si me va a perdonar porque ya no le importa.
Siempre tuvo la frente muy alta, la lengua muy larga y la falda muy corta

Me abandonó como se abandonan los zapatos viejos.
Destrozó el cristal de mis gafas de lejos, sacó del espejo su vivo retrato.
Y, fui, tan torero, por los callejones del juego y el vino,
que ayer el portero me echó del casino de Torrelodones
Qué pena tan grande, negaría el santo sacramento
en el mismo momento que ella me lo mande.

Y eso que yo, paro no agobiar con flores a María,
para no asediarla con mi antología de sábanas frías y alcobas vacías,
para no comprarla con bisutería, ni ser el fantoche que va en romería
con la cofradía del santo reproche...
Tanto la quería que,tardé en aprender a olvidarla
diecinueve días y quinientas noches